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Scrivono di Stefano Chessa

I giganti di Stefano Chessa

La nuova Sardegna
VENERDÌ, 16 SETTEMBRE 2011
Pagina 25 - Sassari

I “suoi” due giganti, del tutto simili agli originali scoperti nel 1974 a Monte Prama (Cabras), che risalgono a un periodo databile tra il X e il VII secolo a. C., Stefano Chessa non li ha scolpiti nella pietra
come le altre opere, ma, data la loro mole, li ha realizzati su una struttura in ferro rivestita con materiali molto duri, sui quali ha steso una cromatura che dà l’idea di una scultura tradizionale.

Si tenga presente, però, che per questi lavori Chessa non ha preso a modello le copie realizzate da altri prima di lui, delle quali esiste peraltro un’abbondante documentazione fotografica. Per le sue statue lo scultore
sardo ha preferito ispirarsi essenzialmente ai bronzetti nuragici che si collocano nello stesso periodo dei giganti di Monte Prama.

Infatti, spiega Chessa, poiché la zona del ritrovamento è ricca di nuraghi, si
può ritenere che a realizzare gli arcieri, i pugilatori e i guerrieri di Cabras siano stati proprio gli abitatori di quelle antiche costruzioni. Perciò il suo pugilatore indossa una tunica che arriva fino a metà coscia, come nei bronzetti, appunto, e lo stile ricorda quello cosiddetto “dedalico”, ritenuto unico nel panorama mediterraneo. Inoltre l’arciere, secondo l’iconografia maggiormente attestata, tiene la mano destra tesa
in segno di saluto o di offerta (come in alcuni bronzetti) mentre il pugilatore col braccio sinistro regge lo scudo.

A proposito della mole, entrambe le statue di Stefano Chessa sono alte tre metri (compreso il piedestallo che assicura la posizione eretta) e ognuna pesa ben sei quintali. La rassomiglianza con le sculture rinvenute a Cabras, ancora in fase di restauro, è davvero sorprendente.

Sabato 17 settembre, a partire dalle 17.30 si terrà a Banari la battitura all’asta delle 45 splendide opere donate da altrettanti artisti per l’acquisto di un importante macchinario, il cosiddetto “Sistema per compressioni toraciche Lucas”, da donare al Pronto soccorso dell’ospedale civile SS. Annunziata di Sassari. L’asta si svolgerà nei locali della Fondazione Logudoro-Mejlogu, autrice dell’importante iniziativa.

Ecco l’elenco degli artisti che hanno aderito all’iniziativa:
Vidèo Anfossi, Francesco Becciu, Franco
Bussu, Vittorio Calvi, Liliana Cano, Giuseppe Carta, Luigi Carta, Mariano Chelo, Salvatore Fara, Francesco Farina, Carmela Foddai, Giantore, Salvino Gaspa, Angelo Liberati, Lunas-Alina Dettori, Nicola Marotta, Manlio Masu, Marco Mattei, Valerio Mazzanti, Meloniski, Donatella Mineo, Primo Pantoli, Igino Panzino, Gavino Piana, Luigi Pillitu, Enrico Piras, Genesio Pistidda, Elio Pulli, Giovanni Sanna, Stefano Sanna, Sisinnio Usai, Giuseppe Uzzanu, Mario Zedda.

Agli artisti sardi si sono aggiunti
tre pittori molto legati alla nostra isola: Francesco Martani che proviene dall’Emilia Romagna, Carlo Volpicella dall’Abruzzo e Gaetano Licata dalla Sicilia.

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